Dopo una raffica di scioperi e colloqui intensi, Stellantis può ora rilassarsi dopo essersi assicurata un patto di lavoro provvisorio con la United Auto Workers (UAW).
La casa automobilistica ha promesso una crescita salariale superiore al 33% per la sua forza lavoro. Tenendo conto delle modifiche e della capitalizzazione del costo della vita, l’aumento netto ammonta a circa l’11%.
Inoltre, l'impianto di assemblaggio di Belvidere, Illinois, sarà riattivato per produrre pick-up di medie dimensioni. Stellantis sembra intenzionata ad affrontare rivali come Ranger di Ford e Chevrolet Colorado e GMC Canyon di GM.

Inoltre, Stellantis prevede di costruire una fabbrica di batterie adiacente al sito di Belvidere: una mossa astuta di pubbliche relazioni, dato il ruolo dell’impianto come simbolo di punta nella spinta negoziale della UAW.
Jay Pritzker, governatore dell'Illinois, non ha potuto contenere la sua gioia, definendo questa mossa una "vittoria colossale per l'Illinois". Lo Stato prevede anche di offrire incentivi per ammortizzare le spese della casa automobilistica.
Rimarranno aperti anche altri due stabilimenti, che prima danzavano sull’orlo dell’oblio: un centro di produzione di motori a Trenton, nel Michigan, e un centro di lavorazione a Toledo, nell’Ohio.
Facendo i conti, l’impegno totale di Stellantis equivale a ben 16 miliardi di euro in nuovi investimenti negli Stati Uniti. Stanno anche aggiungendo 5.000 posti di lavoro, un notevole passo avanti rispetto al piano precedente di tagliare lo stesso numero.

Ciò lascia GM come l’unico ranger ancora senza accordo. Lo sciopero della UAW contro GM non ha fatto altro che crescere di intensità, includendo ora anche lo stabilimento di motori di Spring Hill, nel Tennessee. È probabile che questa mossa getti una chiave nella produzione di pick-up di GM, rendendo il mal di testa finanziario dell'azienda ancora più pulsante.
Le indennità pensionistiche, le questioni relative ai lavoratori temporanei e l'aumento dei costi pensionistici per GM stanno causando la situazione di stallo.
In mezzo a questo tango di trattative, le case automobilistiche di Detroit sono state accusate di coccolare i loro dirigenti trascurando i loro lavoratori. Non si tratta solo di Stellantis o GM. L’industria è a un bivio, cercando di bilanciare l’aumento dei costi e di rimanere competitiva contro i pesi massimi non sindacalizzati come Tesla e Toyota.
Questa saga Stellantis-UAW ha attirato anche l’attenzione del presidente degli Stati Uniti Joe Biden, che vede il contratto come una prova della forza dei sindacati nel promuovere forti posti di lavoro nella classe media. E con le elezioni del 2024 all’orizzonte, il Michigan e altri importanti stati produttori di automobili sono campi di battaglia cruciali per le agende politiche.