Con una sorprendente svolta degli eventi, Great Wall Motor (GWM), un'importante casa automobilistica cinese, ha deciso di chiudere la sua sede europea a Monaco entro la fine di agosto. L’operazione comporterà il licenziamento di circa 100 dipendenti. La decisione arriva sulla scia dei deludenti dati di vendita sul mercato europeo.
Nonostante i piani ambiziosi presentati nel 2021 per penetrare nel mercato europeo dei veicoli elettrici con il marchio ORA, GWM ha faticato a guadagnare terreno. Nel 2022, l'azienda ha stretto una partnership con Emil Frey, il più grande gruppo di concessionari automobilistici d'Europa, per distribuire i suoi veicoli a marchio Ora e Wey. Tuttavia, la collaborazione non è riuscita a produrre i risultati desiderati, con GWM che secondo quanto riferito immatricolerà solo 6.300 nuovi veicoli in Europa nel 2023.

La chiusura della sede di Monaco non segna il completo ritiro della GWM dall'Europa. L'azienda intende continuare a fornire servizi nei mercati esistenti. Tuttavia, le operazioni europee saranno gestite dalla sede centrale in Cina. L'espansione nei nuovi mercati europei è stata sospesa a tempo indeterminato.
Il ritiro di GWM dall’Europa contrasta nettamente con gli ambiziosi piani di espansione di altre startup cinesi di veicoli elettrici, come Nio e XPeng. Nio ha recentemente aperto una Nio House di otto piani nei Paesi Bassi, la più grande in Europa, e XPen ha lanciato il G9 e il G6 in Francia.

Questa svolta degli eventi spinge a rivalutare se i produttori automobilistici cinesi possano resistere nel mercato europeo sempre più saturo, dove marchi di lunga data e nuovi sfidanti si contendono lo spazio. Le difficoltà di GWM potrebbero anche derivare dall’indagine antisovvenzioni in corso da parte della Commissione Europea sui veicoli elettrici di fabbricazione cinese, una mossa che alimenta l’incertezza e potrebbe comportare tariffe aggiuntive.
Nonostante questo ostacolo, GWM continua a essere un peso massimo nel settore automobilistico mondiale. Nel 2023 l’azienda ha movimentato più di 1,2 milioni di veicoli, con i mercati esteri che hanno contribuito per il 25,68% alle vendite totali. Tuttavia, la società ha recentemente respinto la sua ambizione di raggiungere 1 milione di unità vendute all’estero ogni anno entro il 2030, citando le difficili condizioni prevalenti nel mercato globale.