Nell’ultimo scambio sulla scena globale, la Cina ha accusato l’amministrazione del presidente Joe Biden di violare le regole del commercio internazionale tentando di escludere le batterie cinesi dalla catena di fornitura americana dei veicoli elettrici.
Le accuse della Cina derivano dagli sforzi dell’amministrazione Biden per ridurre la presenza di materiali cinesi nelle batterie idonee a beneficiare di crediti d’imposta ai sensi dell’Inflation Reduction Act (IRA). Secondo Automotive News, la Cina sostiene che queste misure “violano i principi fondamentali dell’OMC” e potrebbero interrompere le catene di approvvigionamento globali. Tuttavia, gli scettici sottolineano che argomenti simili sono stati sollevati dal Giappone e da altre nazioni in passato, solo per vedere le restrizioni avanzare nonostante le obiezioni.

L’amministrazione del presidente Biden sta imponendo restrizioni al coinvolgimento cinese nella catena di fornitura americana di veicoli elettrici. Intendono anche penalizzare gli investitori che risultano avere collegamenti con la Cina o altre nazioni considerate “entità straniere preoccupanti”, tra cui Russia, Corea del Nord e Iran. I legislatori hanno già approvato leggi che escludono tali investitori dall’accesso ai crediti d’imposta per le batterie e i minerali critici utilizzati nella produzione di veicoli elettrici, nonché ai sussidi per le vendite di veicoli elettrici.
La Cina si oppone fermamente a queste misure, considerandole discriminatorie e non orientate al mercato. He Yadong, portavoce del ministero del commercio cinese, ha criticato gli Stati Uniti per aver creato “barriere di vetro” che danneggiano lo sviluppo delle tecnologie dei veicoli elettrici e interrompono il commercio e gli investimenti internazionali. La posizione della Cina è che prendere di mira le imprese cinesi escludendo i loro prodotti dai sussidi non è in linea con i principi dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC).
Le nuove norme introdotte stanno già influenzando le case automobilistiche statunitensi; Si prevede che la Mustang Mach‑E di Ford non sarà all’altezza dei nuovi requisiti di approvvigionamento che entreranno in vigore il 1° gennaio, mentre Tesla ha anche indicato che il suo Model3 sarà influenzato. Questo sviluppo potrebbe rappresentare un grosso ostacolo per i produttori e mette in luce le possibili ricadute di questi cambiamenti nelle politiche commerciali.
Sebbene le preoccupazioni sulla presa della Cina sulla catena di approvvigionamento mondiale delle batterie siano giustificate, alcuni analisti dubitano che le azioni proposte dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti siano sufficienti per affrontare il pericolo. Dan Marks, analista di ricerca sulla sicurezza energetica presso Royal United Services, sostiene che le misure attuali potrebbero essere insufficienti data l’entità della minaccia. Entrambe le regioni temono un’ondata di veicoli elettrici cinesi e Marks avverte che senza una strategia coordinata le industrie europee e americane potrebbero avere difficoltà a rimanere competitive.
Mentre crescono le tensioni tra Cina e Stati Uniti sulla direzione dei mercati dei veicoli elettrici, la prossima mossa dell’Organizzazione Mondiale del Commercio rimane poco chiara. Questa rivalità tra le due potenze economiche potrebbe avere ampie implicazioni per il settore automobilistico globale e le normative commerciali che lo sovrintendono.