Entro la fine di questo decennio, Volkswagen intende ridurre il proprio portafoglio di veicoli di circa il 60%, reindirizzando la propria enfasi strategica verso una selezione più piccola di automobili premium e di alta qualità.
In un’intervista al Financial Times, il CFO della Volkswagen Arno Antlitz ha rivelato questo cambiamento fondamentale nella direzione aziendale, che è in netto contrasto con l’approccio precedente guidato dall’ex CEO Martin Winterkorn. La strategia di Winterkorn ha dato priorità alla massimizzazione del volume delle vendite unitarie, un percorso che ha abbandonato dopo le dimissioni nel 2015 in seguito allo scandalo Dieselgate.
Nei prossimi otto anni, Volkswagen prevede di ridurre del 60% il proprio inventario di modelli benzina e diesel, riducendo in modo significativo la gamma attuale che comprende oltre 100 modelli distinti tra VW e i suoi partner del gruppo associato.

Antlitz ha chiarito che l'obiettivo attuale si è spostato dal perseguimento della crescita dei volumi al miglioramento della qualità e dei margini di profitto. Citando la persistente carenza di semiconduttori, ha osservato che concorrenti come BMW e Mercedes hanno ottenuto profitti da record aumentando i prezzi sui loro veicoli, anche se le cifre di vendita totali sono diminuite.
Nel 2019, VW ha ridotto la struttura dei costi fissi di produzione di 41 miliardi di euro, offrendo all’azienda maggiore flessibilità e riducendo la dipendenza dal volume delle vendite di veicoli. La sua tabella di marcia per l’elettrificazione sta procedendo metodicamente, con la casa automobilistica che adegua gli impianti esistenti uno alla volta e riorganizza le linee dai modelli a combustione interna ai veicoli elettrici. Antlitz prevede che questo cambiamento farà presto sì che i veicoli elettrici generino margini di profitto per VW paragonabili a quelli dei modelli diesel e benzina.