Misc / Scontri Diretti (Versus) 13 giugno 2024

Mercedes-Benz, BMW e Volkswagen si oppongono all’aumento delle tariffe sui veicoli elettrici cinesi

La recente decisione dell’Unione Europea di imporre tariffe fino al 38% sui veicoli elettrici importati dalla Cina ha avuto ripercussioni nell’industria automobilistica, ...

Martina Fontana

Di Martina Fontana

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La recente decisione dell’Unione Europea di imporre tariffe fino al 38% sui veicoli elettrici importati dalla Cina ha avuto ripercussioni nell’industria automobilistica, in particolare tra le case automobilistiche tedesche. Mercedes-Benz, BMW e Volkswagen, che hanno tutte trovato un mercato redditizio in Cina, esprimono forti preoccupazioni per il potenziale contraccolpo che le tariffe potrebbero avere sulle loro attività cinesi.

L'amministratore delegato della BMW Oliver Zipse non ha usato mezzi termini, affermando che le misure protezionistiche dell'UE potrebbero innescare una guerra commerciale, danneggiando le aziende e gli interessi europei. L'amministratore delegato della Mercedes Ola Kallenius ha fatto eco a questi sentimenti, sottolineando la necessità di commercio aperto e cooperazione, non di barriere. Nel frattempo, Volkswagen ha messo in dubbio i tempi della decisione dell’UE, citando una debole domanda di veicoli elettrici a batteria in Europa in questo momento.

Il tango tariffario europeo per i veicoli elettrici: una danza di protezionismo e profitti

L’UE vede queste tariffe come una contromisura ai pesanti sussidi di cui godono le case automobilistiche cinesi. Tuttavia, la mossa ha attirato critiche da parte dell’ente industriale tedesco VDA, il quale sostiene che le tariffe potrebbero causare più danni che benefici al settore automobilistico europeo.

Le tariffe non sono limitate alle case automobilistiche cinesi. Anche i produttori occidentali come Tesla, BMW, Volvo e Renault Dacia, che esportano tutti i loro veicoli elettrici costruiti in Cina in Europa, sentiranno il colpo. Ciò potrebbe tradursi in miliardi di euro in costi aggiuntivi per queste aziende, che sono già alle prese con il rallentamento della domanda e il calo dei prezzi nei loro mercati nazionali.

Il tango tariffario europeo per i veicoli elettrici: una danza di protezionismo e profitti

Il vice amministratore delegato di Volvo, Bjorn Annwall, ha avvertito che questi costi aggiuntivi alla fine verranno trasferiti ai consumatori, rendendo i veicoli elettrici più costosi. Volvo, di proprietà della cinese Zhejiang Geely Holding, sostiene fortemente il libero scambio e vede queste tariffe come un ostacolo.

Mentre la decisione dell’UE mira a proteggere la propria industria dei veicoli elettrici dall’afflusso di modelli cinesi a basso costo, alcuni economisti sostengono che l’impatto immediato delle tariffe sarà minimo. Tuttavia, il Kiel Institute for the World Economy prevede che le tariffe potrebbero ridurre significativamente le importazioni cinesi di veicoli elettrici, potenzialmente compensate da una maggiore produzione in Europa.

La Cina, da parte sua, ha promesso di proteggere i propri diritti e interessi. Tuttavia, non ha ancora specificato alcuna azione di ritorsione. D’altro canto, la Chinese Passenger Car Association sembra meno preoccupata, esprimendo fiducia nel continuo potenziale di crescita dei produttori cinesi di veicoli elettrici in Europa.

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