La maggior parte del mondo automobilistico ha già scommesso sulle batterie, ma Hyundai mantiene ostinatamente la sua gamma alternativa. La casa automobilistica sudcoreana punta sulla tecnologia delle celle a combustibile a idrogeno.
Al Congresso Mondiale della Econometric Society a Seul, nel mezzo delle discussioni sulle tendenze economiche globali, Hyundai ha lanciato il nuovissimo NEXO, un veicolo elettrico a celle a combustibile (FCEV) riprogettato per la prima volta in sette anni.

È un impegno rischioso nei confronti di una tecnologia che molti rivali hanno tranquillamente abbandonato. Ma la domanda che tutti si pongono è semplice: Hyundai sa qualcosa che il resto del settore non sa?
Le auto elettriche intasano i nostri feed di notizie e popolano sempre più le nostre strade, eppure Hyundai è impegnata a costruire quello che definisce un “ecosistema dell’idrogeno”. Questo è molto più che semplici automobili. Attraverso il suo marchio dedicato all’idrogeno, HTWO, l’azienda sta affrontando l’intera catena del valore dell’idrogeno, dalla produzione e stoccaggio fino al suo utilizzo finale nei trasporti e oltre.

La star della presentazione di Hyundai è senza dubbio la nuova NEXO. Abbandonando l'aspetto un po' generico del suo predecessore, il nuovo modello vanta una filosofia di design denominata "Art of Steel", che gli conferisce un aspetto più robusto e sofisticato. Le luci distintive "HTWO" nella parte anteriore e posteriore creano un'identità visiva distinta.
Ma i cambiamenti vanno ben oltre la superficie. Hyundai punta a un'autonomia di oltre 700 km con un singolo rifornimento di cinque minuti. La potenza totale del sistema è salita a 190 kW, promettendo un'accelerazione un po' più vivace.

All'interno, la NEXO presenta interni spaziosi e sostenibili, in linea con la promessa ecologica dell'energia a idrogeno. Hyundai tiene a sottolineare che i FCEV come il NEXO fanno molto di più che evitare semplicemente le emissioni; puliscono attivamente l'aria durante la guida, filtrando le particelle di polvere fine. È una proposta convincente, soprattutto nei centri urbani soffocati dall'inquinamento. Ma è vero o sono solo chiacchiere di marketing?
Una grande macchina è inutile senza carburante. Questo è il tallone d'Achille del sogno dell'idrogeno e una delle ragioni principali per cui molti produttori si sono tirati indietro. Costruire una rete di stazioni di rifornimento di idrogeno è un compito enorme e costoso, che fa sembrare l’introduzione dei caricabatterie per veicoli elettrici un gioco da ragazzi. E anche il suo aspetto ecologico è discutibile.

Hyundai non è ancora pronta ad arrendersi. L’azienda sta mostrando attivamente i suoi progressi nella produzione di idrogeno, tra cui un impianto di trasformazione dei rifiuti in idrogeno a Chungju che utilizza biogas e un impianto basato sull’elettrolisi a Buan. Questi progetti sono cruciali per la produzione di idrogeno “verde”, essenziale affinché la tecnologia sia veramente rispettosa dell’ambiente.
Hyundai non limita le sue ambizioni sull’idrogeno alle autovetture. L'azienda ha inoltre messo in evidenza i suoi veicoli commerciali, tra cui l'XCIENT Fuel Cell Truck e gli autobus Elec City e Universe Fuel Cell. La tecnologia dell’idrogeno ha più senso per i veicoli pesanti, dove la lunga autonomia e il rifornimento rapido sono importanti per le operazioni commerciali. La flotta di camion XCIENT ha già percorso milioni di chilometri sulle strade svizzere, dimostrando la fattibilità della tecnologia nel mondo reale.

La strada da percorrere per l’idrogeno è piena di sfide. Le infrastrutture rimangono scarse e il costo sia dei veicoli che del carburante è elevato rispetto alle loro controparti elettriche a batteria e a benzina. Aziende come Toyota e BMW continuano a esplorare l’idrogeno, ma dietro i veicoli elettrici c’è lo slancio travolgente del settore.
La spinta persistente di Hyundai verso l’idrogeno è una mossa controcorrente. È una scommessa ad alto rischio che, nel lungo termine, i vantaggi dell’idrogeno – rifornimento rapido, lungo raggio e un impatto ambientale più leggero per i veicoli pesanti – si ritaglieranno una nicchia significativa nel futuro dei trasporti.