Il Michigan sta prendendo posizione legale contro i più grandi nomi del settore petrolifero. Il procuratore generale Dana Nessel ha intentato una causa antitrust federale che prende di mira aziende come BP, Chevron, Exxon Mobil e Shell. La documentazione legale menziona anche l'American Petroleum Institute, che è un importante gruppo che rappresenta gli interessi di queste imprese. Lo Stato sostiene che queste aziende hanno lavorato insieme come un “cartello” per fermare la crescita delle auto elettriche e delle energie rinnovabili.
La causa si estende su 126 pagine e contiene gravi accuse. Sostiene che queste aziende hanno frenato l’innovazione per mantenere le persone dipendenti dalla benzina. In questo modo, secondo lo Stato, le aziende sono riuscite a mantenere alti i prezzi dell’energia per tutti. Il Michigan sostiene che se ciò non fosse accaduto, le auto elettriche sarebbero diventate popolari e convenienti molti anni fa. Invece, lo Stato sostiene che l’industria petrolifera ha usato il suo potere per assicurarsi che le opzioni più pulite rimanessero fuori dalla portata del conducente medio.
Una delle parti più interessanti della causa si concentra sul modo in cui queste società avrebbero bloccato il progresso. Il Michigan afferma che l’industria petrolifera ha intenzionalmente rallentato l’installazione di caricabatterie per veicoli elettrici nelle stazioni di servizio. Li accusa anche di basarsi sulla tecnologia delle batterie che hanno contribuito a creare decenni fa. In sostanza, lo Stato ritiene che l’industria avesse gli strumenti per aiutare il mondo ad allontanarsi dal petrolio, ma ha scelto di nasconderli per proteggere i propri profitti.

La causa indica anche una massiccia campagna di disinformazione. Si sostiene che le compagnie petrolifere abbiano finanziato blog, think tank e organi di stampa per diffondere false storie sulle auto elettriche, intese a far dubitare delle persone sull’affidabilità e sui vantaggi dei veicoli elettrici. Lo stato afferma che ciò ha reso più difficile per i consumatori fidarsi delle nuove tecnologie, cosa che li ha spinti ad acquistare veicoli a benzina invece di passare ad alternative più pulite.
La tempistica della causa è importante perché l’industria automobilistica americana è attualmente a un bivio. Aziende come Ford, General Motors e Stellantis hanno sede nel Michigan e recentemente hanno rallentato i loro piani per le auto elettriche. Stanno reinvestindo più soldi nei motori a benzina, sostenendo che i clienti non sono ancora pronti per passare al modello completamente elettrico. La causa del Michigan suggerisce che il motivo per cui i clienti non sono pronti è perché l’industria petrolifera ha lavorato dietro le quinte per rendere i veicoli elettrici meno attraenti.
Anche i cambiamenti governativi stanno giocando un ruolo importante nell’attuale mercato automobilistico. L’amministrazione Trump ha adottato misure per sostenere l’industria del petrolio e del gas. Le nuove politiche hanno revocato le regole sul risparmio di carburante ed eliminato i crediti d’imposta che aiutavano le persone ad acquistare auto elettriche. Ci sono anche meno soldi federali disponibili per costruire i caricabatterie di cui i veicoli elettrici hanno bisogno per percorrere lunghe distanze. Mentre il governo punta sui combustibili fossili, il Michigan usa i tribunali per reagire e chiedere un futuro diverso.

La posta in gioco finanziaria in questo caso è incredibilmente alta. Il Michigan chiede un processo con giuria e vuole che le compagnie petrolifere ripaghino miliardi di dollari. Questi soldi coprirebbero i "sovrapprezzi" che lo Stato e i suoi cittadini hanno pagato per l'energia a causa della presunta cospirazione. Lo Stato vuole anche che le aziende cedano i profitti realizzati dai combustibili fossili negli anni in cui presumibilmente reprimevano la concorrenza.
Gli avvocati dell'industria petrolifera hanno già definito la causa "priva di fondamento". Sostengono che la politica energetica dovrebbe essere decisa dal Congresso, non dai giudici in un’aula di tribunale. Sottolineano inoltre che l'economia del Michigan dipende fortemente dal petrolio e dal gas utilizzati dalle proprie fabbriche automobilistiche. Nonostante queste argomentazioni, il Michigan sta andando avanti. Lo Stato vuole dimostrare che gli automobilisti utilizzano la benzina solo perché è stata loro negata una scelta giusta, non perché la benzina sia migliore o più economica.
Il Michigan si è unito a un elenco crescente di stati che stanno intraprendendo azioni legali contro le società petrolifere. Mentre stati come il Maine e il New Jersey hanno già intentato cause legali per motivi legati al cambiamento climatico, il Michigan è il primo stato a portare sul tavolo una questione antitrust. La causa enfatizza la concorrenza leale e il diritto del consumatore di accedere alle tecnologie emergenti, compresi i veicoli elettrici. Se il Michigan dovesse prevalere, potrebbe rivedere il modo in cui l’energia viene commercializzata e distribuita negli Stati Uniti.