L’UE sta accendendo la griglia e i veicoli elettrici cinesi sentono il caldo. Bruxelles ha avviato un’indagine sui presunti sussidi governativi che potrebbero dare alle case automobilistiche cinesi un vantaggio ingiusto nel mercato europeo. Il risultato potrebbe portare a dazi e rendere gli eleganti veicoli elettrici cinesi molto meno convenienti, mettendo forse un freno ai loro ambiziosi piani di espansione europea.
Ora, potresti pensare: "Sussidi? Non fanno tutti così?" È vero, i governi amano sostenere le loro industrie preferite. Ma la preoccupazione dell’UE è che la Cina potrebbe giocare un po’ troppo frettolosamente con le regole, offrendo ai produttori di veicoli elettrici un significativo vantaggio in termini di prezzo. E, francamente, questo fa tremare gli stivali all’industria automobilistica europea.

Allora, qual è la pistola fumante? L’UE afferma di avere prove di “trasferimenti diretti di fondi” (codice per il denaro che scorre direttamente dal governo alle case automobilistiche cinesi) e una serie di altri trucchi contabili creativi che sostanzialmente equivalgono a sussidi nascosti.
I marchi cinesi stanno conquistando l’Europa, offrendo veicoli elettrici ricchi di tecnologia a prezzi sorprendentemente competitivi. Marchi come BYD e MG hanno fatto passi da gigante, sfidando nomi affermati come Volkswagen e Stellantis. Ma questa indagine dell’UE potrebbe davvero cambiare le carte in tavola.
Qual è la potenziale ricaduta di tutto questo? Bene, preparatevi: come per rafforzare i risultati, l'UE si è mossa per iniziare a registrare tutti i veicoli elettrici cinesi che arriveranno nei porti da domani (7 marzo). La mossa è vista come il segno più chiaro della preparazione alle tariffe retroattive. Ciò significa che anche le auto già importate potrebbero essere colpite da costi aggiuntivi. All'improvviso quei veicoli elettrici a basso costo non sarebbero più così convenienti.

Il tempismo non potrebbe essere peggiore (o migliore, a seconda di chi chiedi). Il mercato europeo si sta rapidamente spostando verso i veicoli elettrici e le aziende cinesi sono ansiose di trarne profitto. BYD, l’attuale re delle vendite di veicoli elettrici, sta persino costruendo una fabbrica in Ungheria per incrementare la propria presenza europea.
Aspettatevi qualche serio avanti e indietro politico man mano che la storia si svolge. La Cina non è nota per accogliere di buon occhio questo tipo di accuse e potremmo assistere ad alcune mosse di ritorsione. Questa indagine dell’UE potrebbe rappresentare un importante ostacolo per le case automobilistiche cinesi e potrebbe scuotere seriamente il panorama della concorrenza.