La corsa per eliminare lo spauracchio più persistente delle auto elettriche, ovvero il tempo necessario per ricaricarle, ha un nuovo e formidabile contendente. Orange Charging, una società legata al colosso cinese Didi, ha alzato il sipario su un nuovo caricabatterie sorprendentemente potente. Questo mostro raffreddato a liquido è in grado di erogare 1.600 kW di potenza. Secondo l'azienda, questa tecnologia può aggiungere 100 km di autonomia in soli 60 secondi.
Questo nuovo caricabatterie, sviluppato con un partner di produzione senza nome, rappresenta un enorme passo avanti nelle crescenti guerre energetiche dell’industria dei veicoli elettrici. L'annuncio colloca l'affiliata di Didi direttamente in un'arena popolata da alcuni dei più grandi nomi dei settori automobilistico e tecnologico cinese. Questo è molto più che semplice comodità: è una spinta a rendere l'esperienza di accendere un veicolo elettrico non diversa da una breve sosta a una stazione di servizio.

A gestire questo nuovo sistema è il "sistema intelligente Orange Charging Unicorn OS", una piattaforma software dal nome piuttosto fantasioso che gestisce l'immenso flusso di energia. La caratteristica fondamentale è la sua capacità di distribuire la potenza in modo flessibile. Ciò significa che una stazione di ricarica con più stalli può allocare la potenza, inviando la carica massima a un veicolo in grado di gestirla, e allo stesso tempo servire altri veicoli elettrici con requisiti di potenza inferiori.
Orange Charging gestisce già una rete consistente di oltre 46.000 stazioni di ricarica, di cui quasi la metà già dotate di caricabatterie a pistola singola da 180 kW o più. Questa nuova tecnologia da 1.600 kW è il prossimo passo logico, anche se un po’ estremo.

La mossa di Orange Charging fa parte di una corsa molto più ampia, a livello di settore, verso quella che viene chiamata "ricarica flash da megawatt". La casa automobilistica BYD ha già presentato il proprio caricabatterie MW che vanta fino a 1.000 kW da un singolo connettore. Il colosso tecnologico Huawei, con gli occhi puntati sul mercato dei camion elettrici pesanti, ha lanciato un caricabatterie da 1,5 MW. Nel frattempo, il marchio premium di veicoli elettrici Zeekr ha lanciato le sue stazioni di ricarica V4 da 1,2 MW.
Anche il titano CATL, produttore di batterie, è profondamente impegnato nello sviluppo di nuovi prodotti chimici per batterie in grado di resistere a velocità di ricarica così elevate senza un degrado prematuro. L’ambizione è così grande che alcune città cinesi stanno ventilando l’idea di diventare “città superpotenti”, costruendo le infrastrutture per supportare questo futuro ad alta velocità.

Ma esercitare un potere così grande comporta una forte dose di realtà e una serie di grandi sfide. La preoccupazione più immediata è l’enorme sforzo che tali caricabatterie potrebbero imporre alle reti elettriche locali. Un singolo caricabatterie da 1.600 kW assorbe la stessa energia di un piccolo quartiere. Senza aggiornamenti sostanziali e una gestione intelligente dell’energia, l’impiego diffuso di tale tecnologia semplicemente non è possibile.
Aziende come BYD stanno tentando di superare questo problema integrando sistemi di accumulo di energia su larga scala con le loro stazioni di ricarica, che possono immagazzinare elettricità più economica e non di punta da utilizzare durante le sessioni di ricarica ad alta richiesta.

Anche le considerazioni finanziarie giocano un ruolo importante. La robusta infrastruttura raffreddata a liquido necessaria per supportare questi caricabatterie ad alta capacità ha un prezzo significativo. Le singole unità variano generalmente da 80.000 RMB a 120.000 RMB (da circa 9.600 € a 14.300 €). Questa cifra esclude spese aggiuntive come l'installazione, i necessari miglioramenti della connessione alla rete e la manutenzione ordinaria, che comporta la sostituzione periodica del refrigerante specializzato necessario per evitare il surriscaldamento dei cavi ad alto rendimento.
Una preoccupazione fondamentale per gli acquirenti è l’impatto sulla batteria del veicolo – la parte più costosa di un’auto elettrica – se sottoposta regolarmente a un apporto di energia così intenso. Mentre gli ingegneri stanno implementando sistemi avanzati di gestione della batteria e protocolli di ricarica basati sull’intelligenza artificiale per ridurre al minimo i potenziali danni, gli effetti completi a lungo termine dell’adozione della ricarica in un minuto come pratica di routine rimangono incerti.