In uno sviluppo legale significativo per Tesla, un giudice della Florida ha stabilito che il colosso dei veicoli elettrici potrebbe dover affrontare danni punitivi in un caso che ruota attorno ai difetti del pilota automatico. Il giudice ha trovato "prove ragionevoli" che Tesla, incluso il CEO Elon Musk e altri dirigenti, fossero a conoscenza dei difetti dell'Autopilot mentre commercializzavano i loro veicoli come completamente autonomi. Questa rivelazione potrebbe avere conseguenze di vasta portata per l’azienda e la sua posizione sulla tecnologia di guida autonoma.
Il caso è incentrato sulla tragica morte di Stephen Banner, il proprietario di una vecchia Tesla Model 3, il cui veicolo si è scontrato con un camion a 18 ruote che aveva svoltato sulla strada, provocando il taglio del tetto della Tesla e la morte del conducente.

Il giudice Reid Scott ha attirato l'attenzione su un inquietante parallelo tra l'incidente di Banner e un incidente del 2016 in cui l'Autopilot non è riuscito a rilevare i camion in attraversamento. Ciò solleva preoccupazioni sulla sicurezza del sistema di guida autonoma di Tesla e sul fatto che la società abbia consapevolmente consentito che i suoi veicoli venissero utilizzati in condizioni potenzialmente pericolose.
La sentenza del giudice ha anche sottolineato la strategia di marketing di Tesla, che suggeriva che i suoi veicoli possedessero capacità completamente autonome. Le dichiarazioni pubbliche di Musk, in particolare, hanno svolto un ruolo fondamentale nel plasmare la percezione del pubblico dei prodotti Tesla. Uno di questi esempi citati è stato un video del 2016 che mostrava un’auto Tesla che navigava senza intervento umano. Il disclaimer del video, però, menzionava esplicitamente che la persona al volante era presente solo per motivi legali, sottolineando la guida autonoma dell'auto.
Il giudice Scott ha osservato: "In questo video non c'è alcuna indicazione che il video sia ambizioso o che questa tecnologia non esista attualmente sul mercato". Ha aggiunto che, nonostante la campagna di marketing, sarebbe ragionevole concludere che Tesla, attraverso il suo CEO e i suoi ingegneri, fosse ben consapevole delle carenze dell'Autopilot nel rilevamento del traffico trasversale.

Questo sviluppo legale arriva sulla scia delle recenti sentenze della California che hanno generalmente favorito Tesla, sottolineando la responsabilità del conducente durante la guida dei veicoli, indipendentemente dalla presenza di sistemi avanzati di assistenza alla guida come il pilota automatico. Tuttavia, l'esperto legale Bryant Walker Smith ha sollevato preoccupazioni circa "incongruenze allarmanti" tra le conoscenze interne di Tesla e le sue dichiarazioni pubbliche, come evidenziato dalle conclusioni del giudice Scott.
Smith ha osservato: "Questa opinione apre le porte a un processo pubblico in cui il giudice sembra propenso ad ammettere molte testimonianze e altre prove che potrebbero essere piuttosto imbarazzanti per Tesla e il suo CEO". Ha aggiunto che l’esito di tale processo potrebbe potenzialmente comportare danni punitivi contro la casa automobilistica.
Originariamente previsto per ottobre, il processo in questo caso è stato rinviato e non è stato ancora riprogrammato. L’esito di questa battaglia legale potrebbe avere implicazioni sostanziali per il futuro di Tesla, in particolare in termini di pratiche di marketing, percezione pubblica e potenziali passività finanziarie.