Misc / Nuovi Modelli e Debutti 01 ottobre 2024

Volvo, Rivian e 48 aziende presentano una petizione all'UE per sostenere il divieto ICE del 2035

L’industria automobilistica è nel bel mezzo di una transizione verso i veicoli elettrici e l’Unione Europea è stata, almeno per un po’, un motore chiave di questo cambiam...

Matteo Bianchi

Di Matteo Bianchi

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L’industria automobilistica è nel bel mezzo di una transizione verso i veicoli elettrici e l’Unione Europea è stata, almeno per un po’, un motore chiave di questo cambiamento con il suo ambizioso piano per vietare la vendita di nuove auto con motore a combustione a partire dal 2035. Questa politica ha dovuto affrontare recenti resistenze da parte di alcune case automobilistiche e stati membri, ma ora una coalizione di 50 aziende, guidate da Volvo, sta spingendo l’UE a mantenere la rotta.

Queste aziende, che includono non solo case automobilistiche come Volvo e Rivian, ma anche importanti attori di altri settori come Uber, IKEA e Iberdrola, sostengono che il mantenimento dell’obiettivo del 2035 è fondamentale per fornire all’industria la certezza di cui ha bisogno per investire e raggiungere gli obiettivi climatici dell’UE. Jim Rowan, CEO di Volvo, ha sottolineato l’importanza dell’elettrificazione nel ridurre l’impronta di carbonio del settore e ha definito l’obiettivo del 2035 “fondamentale per allineare tutte le parti interessate in questo viaggio e garantire la competitività europea”.

Volvo si unisce alle 50 aziende che spingono l’UE a rispettare il divieto ICE del 2035

Questa richiesta di coerenza politica arriva in un momento in cui gli obiettivi di emissioni dell’UE per le automobili sono sottoposti a un controllo più accurato. Alcune case automobilistiche, alle prese con un rallentamento delle vendite di veicoli elettrici, trovano la transizione impegnativa. Secondo quanto riferito, il Gruppo Volkswagen sta valutando la chiusura di fabbriche e la lobby del settore ACEA ha messo in guardia da potenziali multe multimiliardarie per il mancato rispetto degli obiettivi di carbonio del 2025. Anche Volvo ha recentemente ridimensionato le proprie ambizioni in materia di veicoli elettrici, abbandonando l’obiettivo di vendere solo veicoli elettrici entro il 2030.

Nonostante queste sfide, i sostenitori del divieto dei motori a combustione sostengono che l’UE non può permettersi di fare marcia indietro sui propri impegni climatici. I trasporti rimangono l’unico settore in Europa in cui le emissioni sono cresciute negli ultimi 30 anni, una tendenza che deve essere invertita per raggiungere gli ambiziosi obiettivi climatici del blocco.

Volvo si unisce alle 50 aziende che spingono l’UE a rispettare il divieto ICE del 2035

È interessante notare che alcune delle più grandi case automobilistiche europee, tra cui VW, BMW e Stellantis, non hanno aderito a questa coalizione. Stellantis e VW hanno recentemente avvertito che i loro profitti per l’anno saranno inferiori al previsto, segnalando potenziali preoccupazioni finanziarie sulla transizione. L’Italia, sotto la guida del Primo Ministro Giorgia Meloni, si è espressa apertamente nella sua opposizione al divieto, etichettandolo come un “approccio autodistruttivo” e spingendo per un’esenzione per i biocarburanti.

Il dibattito sul divieto dei motori a combustione da parte dell’UE entro il 2035 mette in luce le sfide complesse e gli interessi concorrenti coinvolti nella transizione ai veicoli elettrici. Sebbene la politica offra un percorso chiaro verso la decarbonizzazione del settore dei trasporti, la sua attuazione richiederà la considerazione delle realtà economiche e tecnologiche che l’industria automobilistica deve affrontare. I prossimi mesi e anni saranno cruciali: come affronterà l’UE questa transizione? E, cosa ancora più importante, riuscirà a mantenere la leadership nel passaggio globale verso la mobilità elettrica? Alcuni direbbero che questa corsa è già persa.

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