Nell’era digitale, i dati sono oro e l’industria automobilistica deve chiaramente affrontare una sfida crescente: salvaguardare la privacy dei propri clienti. L’ultimo incidente che ha coinvolto il Gruppo Volkswagen ha messo in luce l’urgente necessità che le case automobilistiche prestino molta più attenzione alla sicurezza informatica.
Una massiccia fuga di dati ha rivelato le informazioni sensibili di 800.000 proprietari di veicoli elettrici dei marchi VW, Audi, Seat e Skoda. Questa violazione ha avuto origine da un sistema di archiviazione cloud Amazon configurato in modo errato utilizzato dalla società di software VW Cariad e ha consentito l'accesso alle coordinate GPS, ai livelli di carica della batteria e ad altri dettagli sullo stato del veicolo.

I dati esposti erano facilmente accessibili tramite software disponibile gratuitamente. Permetteva a chiunque avesse le giuste conoscenze di tracciare i movimenti dei veicoli e persino di collegarli alle credenziali personali dei proprietari. In 466.000 casi i dati sulla posizione erano sufficientemente precisi da creare profili dettagliati delle abitudini quotidiane dei proprietari. L'elenco delle persone colpite comprende politici, imprenditori, agenti di polizia e persino presunti dipendenti dei servizi segreti tedeschi.
La violazione è venuta alla luce grazie a un informatore anonimo che ha allertato il Chaos Computer Club (CCC), la più grande associazione di hacker d'Europa. CCC ha contattato prontamente le autorità competenti e ha concesso al Gruppo VW e Cariad 30 giorni per risolvere il problema. Apparentemente il team tecnico di Cariad ha risposto rapidamente e ha bloccato l'accesso non autorizzato ai dati. Meglio tardi che mai.
Questo non è il primo caso di grave violazione dei dati che coinvolge una casa automobilistica. All’inizio di quest’anno, Toyota ha rivelato una violazione che ha colpito 2,15 milioni di proprietari di veicoli in Giappone. Tali incidenti sottolineano l’imperativo del settore automobilistico di rafforzare la sicurezza informatica poiché le funzionalità di connettività e i servizi basati su cloud diventano sempre più comuni nei veicoli moderni.